La Magia di ALUMINURES di Barbara Melois

La cicogna: simbolo del Festival Segni d'Infanzia, edizione 2013

Visto che la nosta attitudine è quella di “divertirsi a camminare su strade sterrate, sentieri sconosciuti e itinerari poco praticati”, in occasione della comunicazione ufficiale delle nuove date della X edizione del Festival Segni d’Infanzia, è opportuno fare un passo indietro e tornare alla IX edizione del Festival che si è svolto sempre nella bellissima Mantova, dal 5 al 9 novembre 2014.

Per chi non ne fosse già a conoscenza, il Festival Segni d’Infanzia viene ideato e proposto dall’associazione Segni d’Infanzia dal 2006: è un Festival di teatro e arte in tutte le sue forme, ospita artisti che arrivano da diverse parti del mondo per presentare spettacoli, laboratori e performances originali ad un pubblico piccolo per età, ma dalla grande curiosità.
Ogni anno spetta ad un animale, sempre diverso, avere l’onore di essere scelto come simbolo della manifestazione; questa è una scelta molto importante perché l’animale non si limiterà a comparire su locandine e volantini vari, ma dovrà entrare nei cuori e nelle menti degli artisti per ispirare la loro arte. Quest’anno toccherà al pipistrello, mentre l’anno scorso è stata la cicogna ad accogliere artisti e bambini.
Io sono andata perché in particolare volevo assistere allo spettacolo Aluminures di Barbara Melois.

Barbara Melois è un’artista che crea spettacoli speciali con materiali di uso quotidiano. Per me i suoi spettacoli sono magici e poetici, sono piccole creazioni preziose e fragili come sfere di vetro che custodiscono un piccolo fantastico mondo.
Ha iniziato a studiare alla scuola delle Belle arti di Reims, poi ha subito il fascino del mondo delle marionette e si è diplomata all’Ecole Nationale Supérieure des Arts de la Marionette de Chaleville-Mezières. Successivamente ha allargato i suoi interessi alla scrittura teatrale, alla scenografia e allo studio della gestualità barocca con Philippe Lenael.

Teatrino di fogli d'alluminio nello spettacolo "Aluminures" di Barbara Melois
Teatrino di fogli d’alluminio dello spettacolo “Aluminures” di Barbara Melois – Foto di Patrick Argirakis

Ogni spettacolo è una creazione unica, per ogni spettacolo utilizza un solo materiale. Con grande abilità trasforma scotch, cellophane, alluminio e persino carta igienica in personaggi e oggetti di scena: per questo i suoi spettacoli sono così speciali perché la provvisorietà prende forma e diventa racconto, la fragilità del materiale restituisce la forza del significato di piccole vite in transito.
È un esempio di come l’arte si possa fare con oggetti di basso costo, ma di grande valore perché come lei stessa afferma ha scelto di esprimere la sua arte senza l’uso di grandi mezzi per esplorare come l’uso originario per cui un oggetto è stato concepito possa evolversi in qualcos’altro.

Nello spettacolo Aluminures Barbara si presenta al pubblico con un vestito fatto di tanti fogli sovrapposti di alluminio davanti alla sagoma di un teatro (delle dimensioni di un teatrino di marionette) rivestito con 482 km di alluminio! Inserisce una manopola, sempre fatta di alluminio, su un lato della sagoma del teatro, lo carica a molla come un carillon, e come per magia si apre il sipario.
Lei scompare (o meglio riappare a mezzo busto dietro al piccolo palco argentato) e inizia la storia…degli animali dello zoo, del leone di Lione; di Howard e Ted i due fratelli acrobati del Cirque du Soleil; di Ileana la donna sirena; della donna forzuta, fino ad arrivare ai musical dei grandi teatri di Broadway.
Barbara per realizzare questo spettacolo ha bisogno di tanti rotoli di carta di alluminio, della collaborazione di due suoi colleghi che accompagnano le scene con rullo di tamburi, il suono di una fisarmonica e un piccolo impianto luci giusto per dare risalto alle diverse scene…. que la fete commence!

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